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Non può essere invocato il criterio della “sopravvenuta inidoneità fisica” per il lavoratore affetto da allergia. È quanto stabilisce la sentenza nr. 21710/09 della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione la quale afferma come un giudice legittimamente possa dichiarare "illegittimo" l'allontanamento dal posto di lavoro "intimato per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni assegnate" se il licenziamento viene inflitto "senza che il datore di lavoro abbia accertato se il lavoratore potesse essere addetto a mansioni diverse e di pari livello".

 

Si legge nella sentenza che correttamente la Corte d'appello "ha ritenuto illegittima la perdita del posto di lavoro da parte di una persona che, assegnata a mansioni pacificamente nocive per la sua salute, avrebbe potuto cambiare le proprie mansioni con altre di pari livello assegnate ad altri lavoratori, senza pregiudizio per costoro e senza mutamenti dell'organico aziendale".